Perché il regicidio era nell'aria

Il regicidio era nell’aria. Chiunque avesse un po’ di sensibilità lo avvertiva, ma intanto la campagna d’aggressione al Cavaliere continuava imperterrita, e ancora continua. Mentre sui siti internet gli innumerevoli inviti a completare l’opera di macelleria pongono l’urgenza d’interrogarsi su chi diavolo davvero siano i giovani d’oggi, i lamenti dei berluscofobici di rango fanno senso tanta è la doppiezza, tra un’ostentata solidarietà senza si e senza ma e l’ansia di togliersi di dosso ogni responsabilità. Leggi la letterina di Maurizio Crippa scritta per il sito - Leggi il post di Danton - Leggi il post di Camillo - Leggi il post di Cerazade -  Leggi il post di Galt
14 DIC 09
Ultimo aggiornamento: 07:42 | 23 AGO 20
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Il regicidio era nell’aria. Chiunque avesse un po’ di sensibilità lo avvertiva, ma intanto la campagna d’aggressione al Cavaliere continuava imperterrita, e ancora continua. Mentre sui siti internet gli innumerevoli inviti a completare l’opera di macelleria pongono l’urgenza d’interrogarsi su chi diavolo davvero siano i giovani d’oggi, i lamenti dei berluscofobici di rango fanno senso tanta è la doppiezza, tra un’ostentata solidarietà senza si e senza ma e l’ansia di togliersi di dosso ogni responsabilità. Anzi, a sentir loro l’attentato al premier è quel che proprio non ci voleva in questo momento: frena la loro irresistibile ascesa. Un dono di Dio al Cavaliere, quel fortunello a corto di argomenti! Così sospirano i berluscofobici lamentandosi della buona sorte del tiranno; ma sanno che non è vero, l’aggressione gioca a loro favore, asseconda perfettamente il piano di drammatizzare la situazione del paese di modo che si trovi una soluzione che lo quieti estromettendo colui che additano come causa prima e unica del disagio.
[…] Quel Tartaglia ha captato il desiderio di tanti e gli ha dato corpo, un corpo insanguinato; missione compiuta: la maestà è lesa. La maestà non sopporta lesioni, soffre d’essere messa a nudo, di mostrare una fragilità; Berlusconi è un dio-re, non un santo-martire, il suo sacro corpo unto dal Signore deve restare intatto, glorioso, pena diventare mortale e fare una brutta fine, come Marcel Dravot, l’uomo che nel romanzo di Kipling volle farsi re e che, per ancor meno – il morso di una donna fa sgorgare il suo sangue smascherandone l’umanità – viene ammazzato dai suoi fedeli inviperiti. […]
Prevedo che tra non molto si svolgeranno conciliaboli simili a quello di ‘Boule de suif’: dapprima tutti i gentiluomini patriotticamente difendono la puttana con il cui paniere nel frattempo si sono saziati ma poi, paghi di cotanta virtù, sempre patriotticamente la invitano ad andare dall’ufficiale prussiano; quante storie, in fondo è il suo mestiere. Così van le cose nel mondo, e l’Italia in questo senso ne è davvero il caput. Silvio Berlusconi si è preso una gran brutta bastonata e se la tiene, una bastonata che dice: stop alle bastonate, stop al sangue, stop a Berlusconi, occorre un uomo tranquillo. Questa è la seconda bastonata che attende il Cavaliere. Che si può fare perchè il delitto non paghi?
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